Vendita Piante da Tartufo

La vendita di piante da tartufo, da noi, è di piante micorrizate con Tuber melanosporum provenienti da vivai con cui il nostro produttore lavora da anni.

È un mercato in cui il prodotto sembra sempre uguale e non lo è: la differenza sta nella radice, e si vede solo con un’analisi.

Qui sotto c’è come sceglierle e che cosa chiedere a chiunque gliele venda, noi compresi.

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Vendita piante da tartufo: piante micorrizate in vaso pronte per la consegna

Un settore chiuso, e conta da chi si compra

La tartuficoltura, dice il nostro produttore, è un settore molto ermetico, molto chiuso, ed è importante conoscere chi le vende la pianta. Lui ha girato vivai per anni e ne usa due.

Il suo criterio, in quest’ordine: esperienza, professionalità e responsabilità del vivaio; poi la qualità forestale e micorrizica della pianta, che è la parte che un referto può dimostrare; e infine l’esperienza sua e delle persone più vicine.

Molti pensano che un vivaio sia un pezzo di terra con quattro vasi. Quello che si compra è il controllo sulla radice.

Che cosa chiedere prima di comprare

Quattro domande, e la risposta dovrebbe essere un documento.

L’analisi la paga il compratore, e conviene

Il vivaio ha il suo protocollo di legge; il controllo che decide lo commissiona il tartuficoltore, per conto suo, a un laboratorio esterno specializzato. Costa intorno ai 65 euro per pianta analizzata, con un minimo di cinque piante: per un impianto di 1.000 se ne analizza una dozzina.

Se il referto certifica che il lotto non è idoneo alla messa a dimora, il lotto completo torna al vivaio con l’analisi allegata e viene cambiato con un altro che superi il controllo, senza costi aggiuntivi. Questo accordo si chiude prima di ordinare, e con il laboratorio si conferma che il suo sostegno c’è qualunque risultato esca.

È la trattativa che chi compra piante per la prima volta non sa impostare, e la ragione per passare da chi la fa ogni anno.

Quante piante entrano in un ordine

Con la densità di riferimento di 300 piante per ettaro, il conto è immediato: 40 ettari sono 12.000 piante.

Il sesto d’impianto ideale non esiste, quindi la densità finale si decide sul progetto: albero ospite, acqua, orientamento, spazio della parcella, investimento e, se c’è un contributo, quello che impone il bando. Il preventivo si fa per ettari, specie di tartufo e campagna di messa a dimora.

Per quale campagna si ordina

La messa a dimora si fa in autunno, nei mesi di ottobre e novembre, con il terreno in tempera: la pianta ha davanti inverno e primavera per fare radice e non arriva alla prima estate scoperta.

In pieno inverno non si pianta. In primavera si può, ma il produttore lo consiglia solo dove primavere ed estati sono fresche e umide, e con irrigazioni di soccorso il primo anno.

Per questo conviene ordinare con anticipo: la pianta si prenota per la campagna, non si compra il giorno prima.

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Vendete a privati con pochi metri di terreno?

Ci dica quante piante e per quale uso. La risposta e il prezzo dipendono dal volume, e glielo diciamo prima.

Che cosa succede se la pianta non produce?

La pianta è una condizione, non una garanzia di raccolto: terreno, acqua e gestione decidono il resto. Quello che si verifica, e su cui si reclama, è il referto del lotto: se certifica che non è idoneo, il lotto si restituisce intero e viene sostituito senza costi aggiuntivi.

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Ettari o numero di piante, specie di tartufo e campagna di messa a dimora. Le rispondiamo con disponibilità e prezzo.

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