Come Fare una Tartufaia

Come fare una tartufaia si riduce a una lista di lavori in ordine e a tre numeri: piante per ettaro, investimento e resa.

Questo articolo li mette in fila come li racconta chi progetta impianti di Tuber melanosporum in Spagna, e risponde alla domanda che tutti fanno: quanto rende.

Alla fine trova la pagina del servizio, con tempi e investimento.

Tartufaia Coltivata: Tempi, Resa e Investimento
Come fare una tartufaia: terreno preparato con i filari tracciati e le piante pronte per la messa a dimora

Primo passo: leggere il terreno

Prima di comprare una pianta si analizza il suolo. Il laboratorio misura; il lavoro utile è interpretare i numeri insieme al clima e all’acqua disponibile.

È un lavoro d’ufficio, e il produttore lo cita tra quelli che gli piacciono di più: la lettura di un’analisi decide se si parte, si corregge o si rinuncia.

Secondo passo: far analizzare la pianta prima di piantarla

Fra il terreno e la buca c’è un passaggio che quasi nessuno fa, e il produttore lo fa su ogni lotto: manda le piante a un laboratorio esterno specializzato in tartuficoltura e si fa dire che cosa ha comprato.

Costa intorno ai 65 euro per pianta analizzata, con un minimo di cinque piante; per un impianto di 1.000 se ne analizza una dozzina. Il referto dice la percentuale di radici micorrizate dal tartufo, il numero di apici, i funghi contaminanti presenti e quanto sono pericolosi, la qualità morfologica e sanitaria della pianta. Sopra il 33 % di Tuber melanosporum si è in regola, l’ideale è fra il 55 e il 70 %, e micorrize di altri Tuber non ce ne devono essere.

La parte che vale davvero è l’accordo che si chiude prima di ordinare: se il referto certifica che il lotto non è idoneo, il lotto completo torna al vivaio con l’analisi allegata e viene sostituito, senza costi aggiuntivi. Va negoziato in anticipo, e con il laboratorio si conferma che il suo sostegno c’è qualunque risultato esca.

I lavori di campo, nell’ordine in cui li elenca

Quando gli chiedono che cosa comporta un impianto, il produttore risponde con una lista di manodopera.

Perché la recinzione è la prima voce

Non per il bestiame. I furti negli impianti di tartufo sono molto abituali, e per questo nessuno nel settore dice quanto produce.

La recinzione si monta prima che ci sia qualcosa da rubare, perché dopo è tardi.

L’irrigazione non la fa l’idraulico

In Spagna le aziende specializzate in irrigazione per tartuficoltura si contano: cinque, secondo il produttore. Quello che fa la maggioranza è chiamare lo zio idraulico, l’amico del bar e il cugino.

Un impianto per tartufaia deve dare acqua a un fungo sotto terra senza soffocarlo. È un mestiere, non un tubo.

La gestione di una tartufaia che non si vede in campo

Oltre alla manodopera c’è la gestione integrale: pratiche, permessi, studi preliminari e valutazioni di redditività economica. È la metà del lavoro che non lascia tracce nel campo.

Quante piante, a che sesto e quanto costa

La densità di riferimento è di 300 piante per ettaro: 40 ettari sono 12.000 piante. Ma il produttore avverte che il sesto d’impianto ideale non esiste, e va adattato al progetto: albero ospite, acqua disponibile, orientamento e insolazione, spazio della parcella, investimento e — quando c’è un contributo — quello che impone il bando, che spesso fissa anche le date di messa a dimora.

Nel disegno entrano anche le distanze minime obbligatorie dai fondi confinanti, da strade e strade poderali, da altre infrastrutture e dai corsi d’acqua, dove è l’autorità di bacino a imporle. E lo spazio per far passare mantenimento, cerca con il cane e meccanizzazione.

L’esempio del produttore per l’investimento: dieci ettari, con terra e macchine già proprie, intorno ai 200.000 euro, con l’avvertenza che i materiali sono rincarati molto.

In che mese si mette a dimora

In autunno, ottobre e novembre, con il terreno in tempera: né fradicio né troppo asciutto. Così la pianta fa radice durante l’inverno e la primavera e non affronta la prima estate scoperta.

In pieno inverno non si pianta, per il rischio di gelate estreme e prolungate. In primavera si può, ma solo dove primavere ed estati sono fresche e umide, e il primo anno servono irrigazioni di soccorso.

Programmando con temperature stabili e prima delle piogge continuate si risparmiano le prime irrigazioni. E la pianta si ordina con mesi di anticipo: il vivaio la produce con anni di margine.

Quanto rende una tartufaia: i tre scenari

Non c’è una risposta unica, e il produttore lo dice. Ma dà tre riferimenti, e vanno letti insieme.

In quanti anni una tartufaia comincia a rendere

Primi tartufi a 5-6 anni, in quantità simbolica. Produzione commerciale a 8-10. Si comincia a guadagnare a 10-12. Massimo tra i 12 e i 18-20 anni, e la pianta produce fino a circa 30.

Il produttore lo chiama così: un investimento a lunghissimo termine. Chi lo racconta diversamente sta vendendo qualcos’altro.

Per passare dall’articolo all’impianto:

Quanto rende una tartufaia per ettaro?

Il produttore dà tre riferimenti: 200-250 chili per ettaro come obiettivo di progetto, 50 come ideale reale e 20 come risultato già buono. Dipende da terreno, acqua e vent’anni di gestione.

Quanto costa fare una tartufaia?

L’esempio del produttore: dieci ettari con terra e macchine proprie, circa 200.000 euro, con i materiali rincarati. Un preventivo per il suo terreno si fa su ettari, acqua e stato del campo.

Dal conto al terreno

Nella pagina della tartufaia coltivata trova gli stessi numeri ordinati per decidere, e il modo di chiedere uno studio per i suoi ettari.

Tartufaia Coltivata: Tempi, Resa e Investimento

Ordina il tuo tartufo